Vico Equense. “È buono anche domani”: un progetto contro lo spreco alimentare


Vico Equense – Per combattere lo spreco alimentare nasce “È buono anche domani”, promosso dall’Associazione Cibele, A.CO.V.E. e Pizza a Vico. Recuperare gli alimenti non utilizzati: questo è l’obiettivo del progetto, che favorisce il recupero delle eccedenze alimentari. Il tema ci riguarda tutti e da qualche tempo è al centro del dibattito sociale. “In Italia – spiega Margherita Aiello, presidente di A.CO.V.E., l’associazione dei commercianti vicana – ogni anno vengono gettati 12 miliardi di cibo ancora buono, a cui ne vanno aggiunti 3 per i prodotti dalla filiera di distribuzione. La lotta allo spreco alimentare è qualcosa di importante che riguarda tutti noi cittadini. Come associazione A.CO.V.E. – aggiunge la Aiello – abbiamo pensato fosse importante partecipare al progetto “È buono anche domani”, perché nessuno può sentirsi esonerato da simili battaglie di civiltà e di salvaguardia della salute della nostra Terra e perché anche se oggi siamo solo una goccia, con il tempo tutte queste buone pratiche contribuiranno a lasciare ai nostri figli un futuro migliore”. La Fao stima che un terzo del cibo nel mondo finisca nella spazzatura, generando a ricaduta problemi di sostenibilità sociale e ambientale. La soluzione esiste, ed è molto semplice: diffondere ovunque la doggy bag, quel contenitore che viene usato per portarsi a casa cibo avanzato quando si va a mangiare al ristorante, come esiste in tanti paesi, dalla Francia all’America passando per la Cina. In Italia questo banale strumento antispreco, un piccolo oggetto di civiltà, non è molto utilizzato per ragioni prettamente socio-culturali. Lo spreco di cibo nei ristoranti è altissimo: supera il 30 per cento dei pasti ordinati. Ma c’è ancora troppa timidezza, pudore, e talvolta perfino vergogna, nell’uso della doggy bag.
 
Pensate il 25 per cento degli italiani la considera «volgare, da maleducati e da poveracci». L’ anno scorso Francesca Esposito lanciò un’idea che mirava a combattere questa piaga con il progetto “Prendi il resto”. L’associazione Cibele lo ha ripreso, coinvolgendo altre realtà del territorio. “Ovviamente – spiegano i responsabili dell’Associazione Cibele – abbiamo ampliato e rivisitato il progetto iniziale, coinvolgendo le bellissime e funzionali realtà associative della nostra Vico. Da quando lanciammo l’idea su Facebook, è accaduta una cosa bellissima, circa venti associazioni, altre si aggregheranno in questi giorni, hanno deciso di sostenere moralmente questo progetto sullo spreco alimentare, tutto ció ci rende felici, perché dopo tanto tempo siamo comunque riuscite a dare seguito a questa bellissima è importante idea.” In cosa consiste il progetto? “Vogliamo che come in altre città italiane, dove questi progetti stanno funzionando, i nostri ristoratori a fine cena o pranzo, chiedano ai propri clienti di portare a casa con loro il cibo ancora buono non consumato – spiega Francesca Esposito -. Questo cibo verrà messo in appositi contenitori, in cartone riciclabile con il logo dell’iniziativa oppure in alluminio riciclabile. Come associazione Cibele forniremo e distribuiremo degli adesivi e daremo un foglio da inserire a fine menu dove verrà spiegata l’iniziativa”.

Vico Equense. “È buono anche domani”: un progetto contro lo spreco alimentare


Vico Equense – Per combattere lo spreco alimentare nasce “È buono anche domani”, promosso dall’Associazione Cibele, A.CO.V.E. e Pizza a Vico. Recuperare gli alimenti non utilizzati: questo è l’obiettivo del progetto, che favorisce il recupero delle eccedenze alimentari. Il tema ci riguarda tutti e da qualche tempo è al centro del dibattito sociale. “In Italia – spiega Margherita Aiello, presidente di A.CO.V.E., l’associazione dei commercianti vicana – ogni anno vengono gettati 12 miliardi di cibo ancora buono, a cui ne vanno aggiunti 3 per i prodotti dalla filiera di distribuzione. La lotta allo spreco alimentare è qualcosa di importante che riguarda tutti noi cittadini. Come associazione A.CO.V.E. – aggiunge la Aiello – abbiamo pensato fosse importante partecipare al progetto “È buono anche domani”, perché nessuno può sentirsi esonerato da simili battaglie di civiltà e di salvaguardia della salute della nostra Terra e perché anche se oggi siamo solo una goccia, con il tempo tutte queste buone pratiche contribuiranno a lasciare ai nostri figli un futuro migliore”. La Fao stima che un terzo del cibo nel mondo finisca nella spazzatura, generando a ricaduta problemi di sostenibilità sociale e ambientale. La soluzione esiste, ed è molto semplice: diffondere ovunque la doggy bag, quel contenitore che viene usato per portarsi a casa cibo avanzato quando si va a mangiare al ristorante, come esiste in tanti paesi, dalla Francia all’America passando per la Cina. In Italia questo banale strumento antispreco, un piccolo oggetto di civiltà, non è molto utilizzato per ragioni prettamente socio-culturali. Lo spreco di cibo nei ristoranti è altissimo: supera il 30 per cento dei pasti ordinati. Ma c’è ancora troppa timidezza, pudore, e talvolta perfino vergogna, nell’uso della doggy bag.
 
Pensate il 25 per cento degli italiani la considera «volgare, da maleducati e da poveracci». L’ anno scorso Francesca Esposito lanciò un’idea che mirava a combattere questa piaga con il progetto “Prendi il resto”. L’associazione Cibele lo ha ripreso, coinvolgendo altre realtà del territorio. “Ovviamente – spiegano i responsabili dell’Associazione Cibele – abbiamo ampliato e rivisitato il progetto iniziale, coinvolgendo le bellissime e funzionali realtà associative della nostra Vico. Da quando lanciammo l’idea su Facebook, è accaduta una cosa bellissima, circa venti associazioni, altre si aggregheranno in questi giorni, hanno deciso di sostenere moralmente questo progetto sullo spreco alimentare, tutto ció ci rende felici, perché dopo tanto tempo siamo comunque riuscite a dare seguito a questa bellissima è importante idea.” In cosa consiste il progetto? “Vogliamo che come in altre città italiane, dove questi progetti stanno funzionando, i nostri ristoratori a fine cena o pranzo, chiedano ai propri clienti di portare a casa con loro il cibo ancora buono non consumato – spiega Francesca Esposito -. Questo cibo verrà messo in appositi contenitori, in cartone riciclabile con il logo dell’iniziativa oppure in alluminio riciclabile. Come associazione Cibele forniremo e distribuiremo degli adesivi e daremo un foglio da inserire a fine menu dove verrà spiegata l’iniziativa”.