Sorrento, mancata fruizione pubblica parcheggi interrati, dal Comune ancora mistero sulle strutture da acquisire a patrimonio comunale.

Oltre a non registrarsi alcun provvedimento in merito alla risposta da parte del Ministero, dopo l’Interrogazione parlamentare del Movimento 5 Stelle, ancora non si conoscono quali devono essere le strutture che risultano inadempienti alla Legge regionale  19/2001- Con una Opposizione completamente inattiva ancora una volta l’intervento delle Associazioni contro le Illegalità.

Sorrento – Ad oltre un anno  dalla risposta del Ministero all’interrogazione del Movimento 5 Stelle,  relativa alla vicenda dei parcheggi interrati, realizzati a Sorrento,in difformità rispetto alle concessioni a costruire e la mancata acquisizione al patrimonio comunale, non risulta che l’Amministrazione comunale  abbia attivato le procedure per la loro acquisizione al patrimonio pubblico o comminato sanzioni ai sensi della Legge Regionale 19/2001. Essendo venute meno le condizioni per la demolizione delle opere che non hanno ottemperato agli obblighi di concessione, la risposta da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, non lascia dubbi sul da farsi.  I parcheggi interrati realizzati senza il rispetto degli obblighi autorizzatori relativi all’uso pubblico delle aree superficiali sono illegittimi e l’Amministrazione comunale ha l’obbligo di acquisirli a patrimonio dell’Ente. Non solo,nel frattempo che le aree di copertura dei parcheggi pertinenziali ( che potrebbero essere utilizzati dalla cittadinanza,mentre ancora in possesso dei rispettivi proprietari), non risultano nemmeno noti  i nominativi che identificano le strutture da acquisire al patrimonio comunale. Al momento l’unica azione da parte del Comune è stato il varo della Determinazione nr. 779 del 17/05/2018, avente per oggetto: Trascrizione provvedimenti amministrativi di acquisizione aree copertura parcheggi interrati; affidamento servizio legale…-  Nella cui premessa si evidenzia che:  l’Ufficio Edilizia Privata deve procedere alla trascrizione presso la competente Agenzia del Territorio di provvedimenti amministrativi disponenti l’acquisizione al patrimonio comunale di cespiti immobiliari abusivi, nello specifico costituiti da aree a fruizione pubblica, poste a copertura di parcheggi interrati, destinate a verde; Che, allo stato, i provvedimenti da trascrivere hanno ad oggetto n.ro 3 aree, mentre sono in corso ulteriori provvedimenti giudiziari, dalla cui definizione potrebbe scaturire la medesima esigenza funzionale, nell’ipotesi, in cui si definissero in senso favorevole all’Ente. 

Ora al di là che il Responsabile dell’Ufficio edilizia privata, in quella che potrebbe definirsi una prima fase del provvedimento, non identifica le tre strutture da acquisire a patrimonio comunale ,lascia intendere di non aver compreso completamente le direttive del Ministero che in modo netto e chiaro nello specifico stabilisce che: “ i proprietari di concessioni con servitù di uso pubblico delle aree di copertura attrezzate a verde avrebbero dovuto ottemperare a tale obbligo prevedendo “…il permesso a costruire rilasciato per i parcheggi interrati che i privati costituissero  detta servitù di uso pubblico delle aree di copertura: la costituzione di detta servitù non è mai avvenuta, per cui i soggetti a cui è stato rilasciato il permesso di costruire sono rimasti inadempienti rispetto a quanto prescritto nel titolo autorizzatorio. Pertanto si può affermare che il mancato rispetto della condizione speciale di servitù di uso pubblico possa configurarsi come abuso edilizio da sanzionare, nella fattispecie, non con ordinanza di demolizione/riduzione in pristino poichè verrebbero meno i fini di pubblico interesse connessi alla realizzazione e all’utilizzo dei parcheggi interrati, ma obbligando i proprietari al rispetto della suddetta condizione speciale adottando il blocco della compravendita dei box interrati ovvero la diretta acquisizione gratuita del costruito al patrimonio del Comune”. Quindi, secondo quanto stabilito dal Ministero, dovrebbero essere acquisiti al patrimonio del Comune di Sorrento non solo le aree superficiali ,non adibite alla fruizione pubblica, ma bensì le intere strutture, compreso tutti i box auto. Al momento non è chiara la ragione per la quale il Responsabile dell’Ufficio comunale preposto, nonostante tale importante documento, ad oltre un anno di distanza, non si attivi in tal senso. Sulla questione ancora una volta, in mancanza dui una adeguata opposizione in Consiglio Comunale  si registra  l’intervento delle Associazioni contro le illegalità presenti sul territorio. Infatti già dal novembre 2018, oltre la Segretaria Generale  ed il Responsabile del IV Dipartimento del Comune di Sorrento , con una nota a firma dei responsabili  dell’ Associazione ”I cittadini contro le mafie e la corruzione” ed il Movimento civico  “Conta ancheTu”  sono stati sollecitati ad intervenire, oltre la Corte dei Conti, sia i Ministeri della Pubblica Amministrazione che delle Infrastrutture e dei Trasporti. La mancata trascrizione da parte del competente Ufficio Comunale  all’ Agenzia del Territorio dell’acquisizione al patrimonio comunale dei cespiti costituiti  da aree a fruizione pubblica, poste a copertura  dei parcheggi interrati, destinate a verde, senza indicare quali sia le strutture è l’oggetto della denuncia a firma di Enrico Aprea e Francesco Gargiulo.

Come è noto la Legge Regionale 19/2001, permise di realizzare i parcheggi interrati, talvolta sventrando i nostri caratteristici agrumeti , che prevedeva  tuttavia come condizione fondamentale la sistemazione a verde al di sopra di essi come indicato appunto all’Art.6,commi: 7bis,7ter, 7 quater.- Tale condizione ,che per alcuni di essi prevedeva finanche la fruizione pubblica, non venne affatto rispettata da vari costruttori, sia nei termini stabiliti che successivamente. Nè tanto meno l’Amministrazione, tramite i Responsabili succedutosi nell’Ufficio Tecnico Comunale, anche a seguito della relazione di un agronomo incaricato dal   Comune, applicando le norme dettate dall’art.31 del D.P.R. n. 380/2001 ,si adoperò   di fronte a tali illeciti , con l’ acquisizione al patrimonio comunale delle strutture. – Ora secondo quanto  disposto dal Ministero, il mancato rispetto di tale primaria condizione, prevista nei permessi a costruire, rappresenta una grave inadempienza e pertanto bisogna procedere all’ acquisizione al patrimonio comunale delle opere abusive e delle rispettive aree di sedime.  – 14 gennaio 2019 – salvatorecaccaviello.

 

 

 

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Sorrento, mancata fruizione pubblica parcheggi interrati, dal Comune ancora mistero sulle strutture da acquisire a patrimonio comunale.

Oltre a non registrarsi alcun provvedimento in merito alla risposta da parte del Ministero, dopo l’Interrogazione parlamentare del Movimento 5 Stelle, ancora non si conoscono quali devono essere le strutture che risultano inadempienti alla Legge regionale  19/2001- Con una Opposizione completamente inattiva ancora una volta l’intervento delle Associazioni contro le Illegalità.

Sorrento – Ad oltre un anno  dalla risposta del Ministero all’interrogazione del Movimento 5 Stelle,  relativa alla vicenda dei parcheggi interrati, realizzati a Sorrento,in difformità rispetto alle concessioni a costruire e la mancata acquisizione al patrimonio comunale, non risulta che l’Amministrazione comunale  abbia attivato le procedure per la loro acquisizione al patrimonio pubblico o comminato sanzioni ai sensi della Legge Regionale 19/2001. Essendo venute meno le condizioni per la demolizione delle opere che non hanno ottemperato agli obblighi di concessione, la risposta da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, non lascia dubbi sul da farsi.  I parcheggi interrati realizzati senza il rispetto degli obblighi autorizzatori relativi all’uso pubblico delle aree superficiali sono illegittimi e l’Amministrazione comunale ha l’obbligo di acquisirli a patrimonio dell’Ente. Non solo,nel frattempo che le aree di copertura dei parcheggi pertinenziali ( che potrebbero essere utilizzati dalla cittadinanza,mentre ancora in possesso dei rispettivi proprietari), non risultano nemmeno noti  i nominativi che identificano le strutture da acquisire al patrimonio comunale. Al momento l’unica azione da parte del Comune è stato il varo della Determinazione nr. 779 del 17/05/2018, avente per oggetto: Trascrizione provvedimenti amministrativi di acquisizione aree copertura parcheggi interrati; affidamento servizio legale…-  Nella cui premessa si evidenzia che:  l’Ufficio Edilizia Privata deve procedere alla trascrizione presso la competente Agenzia del Territorio di provvedimenti amministrativi disponenti l’acquisizione al patrimonio comunale di cespiti immobiliari abusivi, nello specifico costituiti da aree a fruizione pubblica, poste a copertura di parcheggi interrati, destinate a verde; Che, allo stato, i provvedimenti da trascrivere hanno ad oggetto n.ro 3 aree, mentre sono in corso ulteriori provvedimenti giudiziari, dalla cui definizione potrebbe scaturire la medesima esigenza funzionale, nell’ipotesi, in cui si definissero in senso favorevole all’Ente. 

Ora al di là che il Responsabile dell’Ufficio edilizia privata, in quella che potrebbe definirsi una prima fase del provvedimento, non identifica le tre strutture da acquisire a patrimonio comunale ,lascia intendere di non aver compreso completamente le direttive del Ministero che in modo netto e chiaro nello specifico stabilisce che: “ i proprietari di concessioni con servitù di uso pubblico delle aree di copertura attrezzate a verde avrebbero dovuto ottemperare a tale obbligo prevedendo “…il permesso a costruire rilasciato per i parcheggi interrati che i privati costituissero  detta servitù di uso pubblico delle aree di copertura: la costituzione di detta servitù non è mai avvenuta, per cui i soggetti a cui è stato rilasciato il permesso di costruire sono rimasti inadempienti rispetto a quanto prescritto nel titolo autorizzatorio. Pertanto si può affermare che il mancato rispetto della condizione speciale di servitù di uso pubblico possa configurarsi come abuso edilizio da sanzionare, nella fattispecie, non con ordinanza di demolizione/riduzione in pristino poichè verrebbero meno i fini di pubblico interesse connessi alla realizzazione e all’utilizzo dei parcheggi interrati, ma obbligando i proprietari al rispetto della suddetta condizione speciale adottando il blocco della compravendita dei box interrati ovvero la diretta acquisizione gratuita del costruito al patrimonio del Comune”. Quindi, secondo quanto stabilito dal Ministero, dovrebbero essere acquisiti al patrimonio del Comune di Sorrento non solo le aree superficiali ,non adibite alla fruizione pubblica, ma bensì le intere strutture, compreso tutti i box auto. Al momento non è chiara la ragione per la quale il Responsabile dell’Ufficio comunale preposto, nonostante tale importante documento, ad oltre un anno di distanza, non si attivi in tal senso. Sulla questione ancora una volta, in mancanza dui una adeguata opposizione in Consiglio Comunale  si registra  l’intervento delle Associazioni contro le illegalità presenti sul territorio. Infatti già dal novembre 2018, oltre la Segretaria Generale  ed il Responsabile del IV Dipartimento del Comune di Sorrento , con una nota a firma dei responsabili  dell’ Associazione ”I cittadini contro le mafie e la corruzione” ed il Movimento civico  “Conta ancheTu”  sono stati sollecitati ad intervenire, oltre la Corte dei Conti, sia i Ministeri della Pubblica Amministrazione che delle Infrastrutture e dei Trasporti. La mancata trascrizione da parte del competente Ufficio Comunale  all’ Agenzia del Territorio dell’acquisizione al patrimonio comunale dei cespiti costituiti  da aree a fruizione pubblica, poste a copertura  dei parcheggi interrati, destinate a verde, senza indicare quali sia le strutture è l’oggetto della denuncia a firma di Enrico Aprea e Francesco Gargiulo.

Come è noto la Legge Regionale 19/2001, permise di realizzare i parcheggi interrati, talvolta sventrando i nostri caratteristici agrumeti , che prevedeva  tuttavia come condizione fondamentale la sistemazione a verde al di sopra di essi come indicato appunto all’Art.6,commi: 7bis,7ter, 7 quater.- Tale condizione ,che per alcuni di essi prevedeva finanche la fruizione pubblica, non venne affatto rispettata da vari costruttori, sia nei termini stabiliti che successivamente. Nè tanto meno l’Amministrazione, tramite i Responsabili succedutosi nell’Ufficio Tecnico Comunale, anche a seguito della relazione di un agronomo incaricato dal   Comune, applicando le norme dettate dall’art.31 del D.P.R. n. 380/2001 ,si adoperò   di fronte a tali illeciti , con l’ acquisizione al patrimonio comunale delle strutture. – Ora secondo quanto  disposto dal Ministero, il mancato rispetto di tale primaria condizione, prevista nei permessi a costruire, rappresenta una grave inadempienza e pertanto bisogna procedere all’ acquisizione al patrimonio comunale delle opere abusive e delle rispettive aree di sedime.  – 14 gennaio 2019 – salvatorecaccaviello.

 

 

 

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