Sorrento, lo sfogo di un medico della rianimazione Covid: “La gente continua ad essere superficiale”

Riceviamo e pubblichiamo lo sfogo di un medico impegnato nella rianimazione Covid dell’ospedale di Sorrento:

“A questo punto è inutile fare raccomandazioni, dare consigli, anche fare terrorismo. Mi sono resa conto che non serve a nulla. Poche persone responsabili hanno avuto un comportamento civile e corretto. La maggior parte invece è stata superficiale ed incivile. Ho il sospetto che molti, già consci di essere positivi o in attesa di tampone o di risultato, se ne siano andati tranquillamente in giro. I contagi continuano a salire in penisola, il nostro ospedale è stato parzialmente trasformato in ospedale Covid (rianimazione, pronto soccorso, la chirurgia ridimensionata ed accorpata con l’ortopedia). Questa commistione Covid e non Covid è molto pericolosa, ma è stata necessaria per poter assistere i tanti pazienti che ogni giorno continuano ad arrivare.

Da medico impegnata nella rianimazione Covid dell’ospedale di Sorrento non vedo ancora i risultati del lockdown o zona rossa che dir si voglia in termini di riduzione della pressione sul nostro ospedale e già si parla di passaggio a zona di diverso colore. Necessario, certo, per le attività commerciali costrette a stare ferme ma mi raggela il timore di una ulteriore recrudescenza. Non credo che il nostro sistema sanitario, già in affanno, possa sopportarlo.

E domani mi aspettano 12 ore in rianimazione, lontana dalla mia famiglia, e a fianco degli ammalati. E quando sono sudata, in affanno per effetto della tuta, della maschera, della visiera, delle tre paia di guanti e goffa, per tutto ciò, nei movimenti, cerco di pensare a qualcosa di bello e mi viene in mente quando questa estate portavo al mare la mia nipotina”.