Ruggi di Salerno. Muore a 28 anni per i calcoli, nove sanitari indagati. L’accusa: «Denise uccisa da ritardi ed errori»

Salerno. Aveva solo 28 anni Denise De Simone, quando nel settembre del 2014 morì dopo un ricovero al Ruggi d’Aragona per alcuni calcoli alla cistifellea. Adesso per quella morte nove medici dell’ospedale salernitano rischiano un processo con l’accusa di omicidio colposo. Il rinvio a giudizio è stato chiesto per i camici bianchi che la visitarono in pronto soccorso e che secondo la Procura disposero gli ulteriori accertamenti diagnostici con colpevole ritardo, nonché per i colleghi che eseguirono poi l’intervento chirurgico, accusati di avere commesso nel corso dell’operazione errori che si sarebbero rivelati fatali. Tutto inizia quando la giovane, residente a Mariconda, si reca in ospedale lamentando forti dolori all’addome. Secondo gli inquirenti i medici che la visitarono ed eseguirono i primi accertamenti avrebbero sottovalutato il suo quadro clinico. Una condotta «attendista» scrive il sostituto procuratore Francesca Fittipaldi, che ha firmato la richiesta di rinvio a giudizio e secondo cui quella attesa non aveva alcuna giustificazione. Così le condizioni della giovane si sarebbero aggravate, fino ad arrivare in ritardo in sala operatoria. Sarebbe insorta una pancreatite acuta e quello che poteva essere un intervento di asportazione della cistifellea si sarebbe oltremodo complicato. Proprio nel corso dell’operazione chirurgica sarebbero poi stati commessi alcuni sbagli, che secondo la Procura potrebbero essere stati decisivi. Le consulenze medico legali hanno rivelato lesioni interne che risulterebbero anomale e, infine, l’insorgenza di una mof, una sofferenza multiorgano che per il fisico della ventottenne è stata una sorta di choc da cui la giovane non è riuscita a riprendersi. Era il 28 settembre di tre anni fa quando il suo organismo ha ceduto e il cuore ha smesso di battere, lasciando ai genitori un dolore enorme e una lista troppo lunga di interrogativi. Mai avrebbero potuto pensare che quei dolori all’addome e quell’insorgenza di calcoli potesse condurre a un epilogo così tragico. Le indagini iniziarono subito, con l’acquisizione delle cartelle cliniche, gli esami dei medici legali sulla salma, la comparazione degli esiti di ecografie ed altri esami diagnostici che erano stati eseguiti in pronto soccorso e in reparto. Nel corso di questi tre anni anche i medici coinvolti hanno presentato la loro documentazione, affidandosi a consulenze secondo le quali l’insorgenza di tali e tante complicazioni non sarebbe stata prevedibile. Le loro argomentazioni non hanno però convinto il magistrato, che dopo la conclusione delle indagini ha firmato per nove sanitari del Ruggi la richiesta di rinvio a giudizio. L’udienza preliminare dovrebbe tenersi prima della fine dell’anno, quando i genitori e la sorella della ventottenne potranno costituirsi parte civile. Poi si saprà se per la morte di Denise De Simone ci sarà un processo. (Clemy De Maio – La Città)

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