Ravello. Tour virtuale a Villa Rufolo. Videoproiezioni per scoprire la sua storia

Quando si pensa all’utilizzo delle tecnologie digitali per una migliore fruizione dell’enorme patrimonio artistico e paesaggistico, architettonico e culturale, anche immateriale, in dotazione del nostro territorio, spesso si pensa a operazioni di snaturamento dei siti, delle bellezze coinvolte. Ma non sempre è così. Villa Rufolo a Ravello è uno degli esempi, non solo al Sud, ma in Italia in cui la meravigliosa architettura locale può essere ulteriormente esaltata da un progetto di proiezioni mappate e ologrammatiche grazie alle quali anche gli ultimi interventi di restauro sul monumento simbolo della cittadina costiera (in particolare la Torre Maggiore e le facciate) vengono valorizzati riprendendo una iniziativa già felicemente collaudata. Sabato, e fino al 22 ottobre, tutte le sere la dimora dei Rufolo, grazie alla partecipazione della Fondazione Ravello, verrà illuminata dalla magia del mapping con l’evento “Villa Rufolo mille anni di magia” un tour di esplorazione della villa in cui la virtualità dell’operazione catturerà l’attenzione del pubblico accompagnandolo in una più consapevole visita di uno dei siti più affascinanti e prestigiosi al mondo. Con il valore aggiunto di un’esperienza imperdibile come la scoperta notturna di giardino, stanze, anfratti sotto il riflesso di luci e immagini olografiche suggestive; un viaggio della durata di quaranta minuti, venti circa in più rispetto alle edizioni precedenti, grazie ai lavori che hanno riportato a nuova vita la Torre Maggiore, proprio dove si potrà assistere alla sorprendente scena “realistica” della stessa che viene giù e terminare sulle facciate ritrovate l’esperienza sensoriale. La mitologia, la rievocazione di figure reali che quel luogo lo hanno vissuto, amato e esaltato, tutto attraverso il racconto del “redivivo” Lorenzo Rufolo che nel ripercorrere la storia della sua vita metterà in scena una narrazione coinvolgente ed entusiasmante ritornando ad essere il padrone di casa accogliente e munifico. Attraverso i “quadri” che in successione caratterizzeranno le fasi della storia della villa si potranno ritrovare gli artisti, i letterati che l’hanno amata come Edward Morgan Forster, André Gide, Paul Valéry, Tennessee Williams, Truman Capote, Gore Vidal o Richard Wagner e Sir Francis Nevile Reid che ne hanno tracciato indelebilmente l’esistenza; ancora le geometrie dei giardini degradanti sul mare risulteranno meglio percepibili grazie alla “lettura” che ne fece Maurits Cornelis Escher durante il suo soggiorno. E questo avalla anche il senso della candidatura di Ravello, e di tutta la Costiera amalfitana, a capitale della cultura 2020 la cui finalità non è l’omaggio ad una storia di glorie passate, ma una programmazione di intenti per il futuro attraverso il quale un’intera fetta bellissima del Mezzogiorno si impegna a far crescere l’offerta culturale, l’evoluzione economica e sociale, il turismo come risorsa capace di utilizzare al meglio il lascito artistico e architettonico antico e di traghettarlo in avanti con iniziative all’avanguardia capaci di sviluppare un’idea progredita della fruizione del territorio. Proprio venerdì l’intero progetto della candidatura, che per la prima volta vede riunirsi intorno ad un unico scopo tutti i sindaci della Costa d’Amalfi, verrà presentato alla commissione giudicatrice avvalendosi di una impostazione innovativa su come portare avanti un’idea funzionale e vincente di ripensamento contemporaneo delle politiche di supporto al turismo culturale, su un originale ed efficace programma di promozione territoriale attraverso iniziative ricche di contenuto e veicolate da una “forma” nuova accessibile e creativa come quella che sta dietro alla realizzazione di “Villa Rufolo mille anni di magia”. (Lucia D’Agostino – La Città)

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