Praiano. I predoni del corallo: i finti ricercatori saccheggiarono quattro quintali, in sette a giudizio

Praiano, Costiera Amalfitana. I predoni del corallo: in sette a giudizio. Un patteggiamento ad un anno e 2 mesi, gli altri andranno a processo. I finti ricercatori saccheggiarono quattro quintali

Furti di coralli, in sette andranno a processo. Un solo patteggiamento ad un anno e due mesi. È questo l’esito dell’udienza preliminare contro i saccheggiatori dei fondali marini dello specchio di mare davanti alla Costa Amalfitana.

Come scrive Massimiliano Lanzotto per la Città, l’accusa è associazione per delinquere finalizzata all’inquinamento ambientale per il grave danno ecologico ed ambientale. L’habitat marino distrutto ricade nell’area protetta denominata “Fondali marini di Punta Campanella e Capri”. Per rimarginare la grave ferita ai fondali occorrerà mezzo secolo.

Le indagini della Capitaneria di Porto di Salerno iniziarono due anni fa. Il blitz con il sequestro di pescato, invece, è dell’anno scorso, a settembre. A far scattare l’inchiesta fu il sequestro di alcuni banchi di corallum rubrum , anche detto “corallo rosso”, una specie in via di estinzione che si trova nei fondali compresi tra lo scoglio dell’Isca in Praiano e Capo di Conca. Gli inquirenti capirono che si trovavano di fronte al terminale di un’organizzazione specializzata nell’estrazione abusiva ed avviarono delle indagini specifiche per arrivare ai vertici del sodalizio.

Si arriva così alla “cricca” di pescatori residenti tra le province di Napoli e Salerno che si fingevano ricercatori. Invece erano dei contrabbandieri di corallo. Le attività investigative hanno accertato che i pescatori abusivi usavano anche tecniche vietate per strappare i banchi di corallo. Tecniche invasive che hanno comportato il danneggiamento dell’ecosistema marino. Il pescato finiva poi nei circuiti del traffico illecito del corallo rosso. Nei guai anche la personalità giuridica della società di copertura.

Le immersioni erano spacciate per uso scientifico. Tutto quanto emergeva dal fondo del mare finiva nelle mani dei ricettatori. Si stima che sono stati depredati negli anni fino a quattro quintali di corallo. Per la Procura di Salerno l’affare illecito ha fruttato quasi un milione di euro.

«È un primo grande risultato – dichiara Donatella Bianchi , presidente del Wwf Italia – che testimonia la necessità di predisporre misure

sempre più efficaci di controllo dei nostri mari, per difendere le sue preziose risorse dalle attività di pesca e prelievo illegali. Il Wwf, ammesso parte civile nel processo, continuerà il suo impegno nel contrasto ad ogni crimine ambientale, anche in sede giudiziaria, a supporto della preziosa azione delle forze dell’ordine e della Magistratura». Il Wwf si è costituito parte civile, assisto dagli avvocati ArnaldoAndrea Franco . La prima udienza è fissata dinanzi alla Seconda sezione penale del Tribunale di Salerno.

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