Le tradizioni di sant’Anna

Sant'anna, la vergine ed il Bambino - Leonardo da Vinci

Sant’anna, la vergine ed il Bambino – Leonardo da Vinci

Secondo la tradizione cristiana sant’Anna è la madre della Madonna moglie di san Gioacchino, ma nei testi biblici canonici non vengono mai nominati, leggiamo di loro invece negli apocrifi e precisamente nel Protovangelo di Giacomo e in quello dello pseudo-Matteo, per poi successivamente, nel corso dei secoli, accrescerne i dettagli agiografici fino ad arrivare alla Legenda Aurea di Jacopo da Varagine, ci racconta nella sua opera di miti dei santi cristiani che i genitori di Maria, furono Gioacchino e Anna, e anche stando alla narrazione degli apocrifi scopriamo che Anna era figlia di Achar, della tribù di Levi e sorella di Esmeria, madre di santa Elisabetta e nonna del Battista. Giuseppe d’Arimatea era suo zio materno. Sposò Gioacchino, uomo virtuoso e molto ricco della tribù del Regno di Giuda e  dopo venti anni a causa della sua sterilità non avevano ancora avuto figli: umiliato pubblicamente (un uomo di nome Ruben gli aveva impedito di sacrificare al tempio per non aver dato figli a Israele), Gioacchino si ritirò nel deserto, tra i pastori. Mentre erano separati, un angelo sarebbe apparso ad Anna e le avrebbe annunciato l’imminente concepimento di un figlio: lo stesso angelo sarebbe apparso contemporaneamente in sogno anche a Gioacchino. I due si incontrarono alla Porta Aurea di

Incontro tra Gioacchino e ed Anna particolare di Giotto

Incontro tra Gioacchino e ed Anna particolare di Giotto

Gerusalemme: gli autori medievali vedono nel loro casto bacio il momento dell’immacolato concepimento di Maria. Secondo la tradizione Anna e Gioacchino, con Maria bambina, abitavano a Gerusalemme nei pressi dell’attuale Porta dei Leoni, nella parte nord orientale della città vecchia, laddove ci sono i resti della piscina di Betzaeta. Oggi nel luogo dove avrebbero abitato e dove sarebbe cresciuta Maria sorge una chiesa costruita dai crociati nel XII secolo, dedicata a sant’Anna e custodita dai Padri Bianchi.
La tradizione vuole che le reliquie della santa furono salvate dall’essere distrutte dallo stesso centurione Longino. I resti furono poi custoditi in Terra Santa finché ad opera di alcuni monaci non giunsero in Francia dove rimasero per anni. Durante le famose incursioni ottomane, l’intero corpo fu chiuso in una bara di cipresso e murato, per precauzione, in una cappella scavata sotto la nascente cattedrale di Apt. Molti anni dopo avvenne il ritrovamento, preceduto e seguito, secondo i racconti, da diversi miracoli che portarono all’identificazione del corpo, grazie perlopiù ad una scritta in greco. In seguito ne avvenne la smembratura e divisione fra i vari nobili ed il clero, attualmente il suo teschio viene custodito e portato in processione il 27 luglio a Castelbuono in Sicilia. Tra i presunti miracoli si ricorda il “lumino”, rimasto acceso accanto alla bara di cipresso per anni nonostante l’assenza di aria. (cfr wikipedia)

La Chiesa ortodossa celebra la festa di sant’Anna il 9 settembre; la Chiesa cattolica con papa Sisto IV ha fissato la data della memoria liturgica al 26 luglio. Anna e il marito Gioacchino vengono venerati anche dalla Chiesa copta. La santa è invocata come protettrice delle madri e delle partorienti, contro i terremoti, contro la sterilità.
E’ patrona di molte città italiane tra le quali Caserta, ed in molte altre località viene festeggiata.

Festa di sant'Anna ad Ischia

Festa di sant’Anna ad Ischia

Anche ad Ischia viene festeggiata e si rifa  ad una tradizione del secolo scorso. Il 26 di Luglio, d’ogni anno, le donne gravide andavano in processione a venerare l’effige della Madre della Madonna che si trovava in una cappella nella baia di Cartaromana ed  erano accompagnate da un corteo composto dalle barche dei pescatori, che per l’occasione addobbavano lo scafo con frasche e ghirlande di fiori.
Intorno agli anni 30 un gruppo d’amici venne in mente di istituire un premio per la barca più bella. Da allora ogni anno si rinnova la tradizione e da Ischia porto, parte di sera un corteo di zatteroni, una sorta di carri carnascialeschi acquatici, trasportano scene e figure.
Questi zatteroni, che una  volta erano barche, vengono selezionati da un’apposita commissione fra i tanti progetti presentati: giunti alla Baia di San’Anna, chiusa dal castello aragonese, sfilano di fronte ad una giuria posizionata su una motonave, che premia i migliori. A terminare “L’Incendio del Castello aragonese” con una miriade coloratissimi fuochi d’artificio

 Vergine e sant'Anna conservata nella chiesa di Santa Caterina della Rota

Vergine e sant’Anna conservata nella chiesa di Santa Caterina della Rota

A Roma molte gestanti si recano in una chiesetta all’interno del Vaticano, Sant’Anna dei Palafrenieri, così detta perché fu questa  confraternita, che considerava la madre della Madonna sua patrona, a farla erigere nel 1573 su progetto del Vignola.  Nella Roma papalina era ricordata per la cosiddetta processione delle panze,  cioè delle partorienti, che si svolgeva il 26 luglio, giorno della festa liturgica di sant’Anna.  La Processione partiva dalla chiesa di Santa Maria in Portico in Campitelli, era preceduta dal rullo dei tamburi, con le partorienti avvolte in un manto (da cui il termine popolare di ammantate), seguite dai membri della Confraternita dei Palafrenieri a cavallo: chiudeva la processione la statua raffigurante la Vergine e sant’Anna attualmente è conservata nella chiesa di Santa Caterina della Rota.  Le future partorienti inoltre potevano ritirare una candelina che, accesa all’inizio delle doglie, avrebbe facilitato il parto e il lieto evento si sarebbe compiuto “entro la durata della candela”.

A Sorrento, alla Marina Grande, il 26 alle otto di sera, dopo le messe, dedicategli vengono distribuiti “I fazzoletti di Sant’Anna”, un rito a cui partecipano le donne incinte: la preziosa pezzuola di tessuto le proteggerà durante il parto.

Sant’Anna è la patrona di Castelbuono in provincia di Palermo e qui ogni anno si tiene una festa in suo onore dal 17 al 27 luglio, ma c’e’ anche un dolce che viene preparato per la ricorrenza: “Le lacrime di sant’Anna”

Il mio ringraziamento per la consulenza su sant’Anna venerata nella Chiesa della Marina Grande a Sorrento va a Vincenzo Cioffi.

 

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