Le tavolette di cioccolata, una bontà a cui non si può rinunciare

Nascono nell’800 le tavolette di cioccolata: un successo che perdura da due secoli

Risolleva l’umore, fa bene alla circolazione (se fondente), aumenta la presenza di antiossidanti nel sangue (ancora il fondente): è il cioccolato, una golosità che da secoli fa la gioia di quanti, grandi e piccini, non sanno resistere al richiamo di questa ghiottoneria comparsa in Europa all’indomani della scoperta dell’America.

Fino agli inizi del ‘500 infatti l’Occidente ignorava l’esistenza del cacao, che era invece ben noto nel Nuovo Mondo, dove veniva consumato sotto forma di bevanda esclusivamente dalle classi sociali più elevate. Tra i Maya era chiamato kakaw uhanal, letteralmente cibo degli dei. L’abitudine di consumare la cioccolata sotto forma di bevanda rimase anche in Europa per decenni, fin quando, intorno al 1802, fecero la loro comparsa le prima tavolette di cioccolata. Quasi contemporaneamente a Torino una casa dolciaria avviava a sua volta la produzione di tavolette di cioccolata. Un’altra versione vuole che sia stata la Sicilia a dare i natali alla prima tavoletta. Quel che è certo è che con l’800 comparve questo fortunatissimo formato, il cui successo dura ininterrottamente da ormai due secoli. Il resto, come si suol dire, è storia.

Ai tradizionali gusti al latte e fondente si sono nel tempo aggiunte sempre più varianti, che rispecchiano l’evolversi delle mode e dei consumi: bianco, gianduia, arricchito con frutta secca, frutti, peperoncino o creme, il cioccolato in tavolette è una passione che accomuna grandi e piccini, e difficilmente manca nelle case italiane. Il nostro paese si conferma un mercato fiorente per l’industria cioccolattiera, con un giro di affari di due miliardi (dati 2017) e un consumo medio pro capite di 3 kg. A livello mondiale, il giro d’affari di cacao e prodotti derivati ha generato ricavi per 123 miliardi di dollari. Di questi, 30 sono quelli spesi in tavolette di cioccolato. L’Italia è un mercato che vale 2,5 miliardi di euro, mentre il suo export equivale al 6,1% della produzione mondiale di tavolette di cioccolato. In cifre, fanno 665 milioni di euro di esportazioni.

Sugli scaffali dei supermercati di casa nostra i due grandi classici restano ovviamente le tavolette fondenti e al latte. Gli italiani amano in egual misura entrambi i gusti. Secondo l’annuale ricerca dell’Aidepi (Associazione delle industrie del dolce e della pasta italiane) infatti, per il 2018, in Italia le vendite dei due gusti si bilanciano. Il fondente risulta comunque in crescita, complici da un lato il suo fascino un po’ gourmet, dall’altro le varie ricerche che ne mettono in risalto i benefici per cuore e pressione sanguigna, consumato nelle giuste quantità. Uno degli studi pubblicati in merito (a firma dell’Inran, l’Istituto Nazionale Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione, la ricerca è del 2003) ha rilevato infatti che la cioccolata fondente innalzerebbe del 20% la concentrazione di antiossidanti nel sangue, svolgendo una funzione protettiva e antiossidante per cuore e arterie.

Mentre in Italia cioccolato al latte e fondente sono equidistribuiti nelle preferenze dei consumatori, nel resto del mondo le preferenze vanno alle tavolette al latte.

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