Lame per seghe a nastro: conoscerle per sceglierle

Scegliere la giusta lama per seghe a nastro come garanzia per ottenere i giusti risultati

Se hai un’idea in mente e vuoi svilupparla al meglio, anche se non sei un esperto falegname devi imparare ad usare la tua sega a nastro per legno . Questo perché migliore sarà la tua conoscenza della macchina e delle peculiarità delle lame per seghe a nastro, maggiore sarà il grado di precisione che potrai ottenere. Soprattutto capirai come si fa a non piegare e rompere la tua preziosa macchina.

I principianti, ma a volte anche i professionisti fanno degli errori di scelta, che però rovinano le loro opere e non riescono a individuare il punto in cui sbagliano. Allora danno la colpa alla macchina oppure al nastro e qua comincia tutta una spirale di tentativi alla cieca, che poi puntualmente col tempo riconducono alla prima soluzione, che era quella che probabilmente era stata consigliata da chi gli ha venduto il nastro.

Capire le dimensioni delle lame per seghe a nastro

Innanzitutto bisogna capire le misure fondamentali della lama a nastro che sono lunghezza e larghezza. La larghezza è misurata dalla punta del dente fino alla base del nastro, cioè la parte liscia sul retro.

La seconda misura invece fa riferimento alla lunghezza complessiva del nastro, infatti ogni macchina è differente dall’altra, ma in generale bisognerà tenere in considerazione le boccole scorrimento ed il loro diametro per avere la misura precisa. Gran parte delle macchine ha in ogni caso rotelle di regolazione per decidere la tensione e la tolleranza. In generale le lame più larghe consentono di lavorare a velocità maggiori rispetto a quelle più sottili, per questioni di tensione e di surriscaldamento.

Poi si deve considerare lo spessore delle lame che è la dimensione misurata da una faccia all’altra. Questa, in base al materiale con cui è realizzata la lama, determina la flessibilità, la resistenza alla torsione, che comunque è sempre molto bassa e la resistenza meccanica. Questa in particolare è la capacità di resistere agli sforzi senza deformarsi in maniera permanente e rompersi.

I denti delle seghe

Si deve a questo punto anche tener presente la distanza tra i vertici delle punte della lama, che può essere costante oppure variabile. Questo significa che nel primo caso tutti i denti sono equispaziati, nel secondo invece sono alternati di varie misure.

Spesso questo tipo di lame vengono usate per tagli di grandi dimensioni, ad esempio per fare le tavole, ma hanno i denti corti. La dentatura molto rada determina una minor resistenza del nastro, perché ogni singola punta deve esercitare un lavoro molto maggiore rispetto al caso in cui le lame abbiano denti più densi.

Quelle a passo corto non si adattano per lavori dove non si producono molti trucioli e tagli di lunga durata, perché la segatura e la polvere non riescono ad essere smaltite correttamente e determinano un surriscaldamento della lama che può anche portare alla sua rottura.

La forma del dente è un ulteriore parametro importante, perché da essa dipende la qualità del taglio, la durata della lama e la quantità delle vibrazioni trasmesse al corpo macchina. Per il legno si impiega la dentatura a “N” con un taglio meno aggressivo e faticoso. Esistono poi altre lame come “H”, “P” e “K” che si impiegano per materiali più duri e resistenti.

L’ultimo parametro è la stradatura cioè la divergenza laterale delle punte dei denti . Questa serve per creare uno spazio sufficiente perché la lama possa scorrere senza surriscaldarsi e si possano eliminare trucioli e segatura, per fare in modo che non si accumulino.

Esistono due tipologie di stradatura per lavori ordinari, quella standard e l’ondulata. Nel primo caso l’alternanza è destra, sinistra, dritto ed il taglio viene fatto dai denti laterali, mentre quello centrale serve per rimuovere il truciolo. Questa è l’ideale per il legno.

Se invece si devono tagliare materiali più duri, come tubi d’acciaio, si usa la stradatura ondulata, dove l’alternanza è un dente molto piegato verso destra, 3 denti dritti, uno molto piegato verso sinistra.

Scegliere bene è importante

Le conseguenze di una lama di bassa qualità o non adatta sono una superficie di taglio ruvida, se non addirittura irregolare ed un brutto effetto di bruciatura che danneggia il bordo di taglio stesso. Questo lo rende fin troppo liscio in alcuni punti e frastagliato in altri, in base a come si è arroventata la lama e soprattutto mette a repentaglio il tuo strumento di lavoro, perché aumenta la possibilità che la sega si surriscaldi si incastri e si strappi.

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