L’ uomo e il cambiamento climatico

Le cause del cambiamento climatico

Esistono 2 scuole di pensiero per spiegare le ragioni del cambiamento climatico.

La prima scuola comprende la maggior parte degli scienziati che si sono occupati di questo tema.

Essa ritiene che l’effetto serra sia la causa del surriscaldamento della Terra.

Questo fenomeno e’ dovuto al fatto che le emissioni nell’atmosfera di anidride carbonica e di altri composti chimici (i cosiddetti gas serra)  hanno formato uno strato intorno alla Terra che permette ai raggi solari di penetrare, ma non a quelli infrarossi emessi dal suolo di fuoriuscire e pertanto il pianeta si surriscalda come una serra.

A questo effetto si aggiunge il buco dell’ozono.

Il buco e’ una riduzione dello strato protettivo di ozono (O3) presente intorno alla Terra  provocato da composti chimici come i cloruri.

I danni registrati dal cambiamento climatico sono la scomparsa delle foreste, l’aumento della desertificazione, la scomparsa di specie animali e vegetali, la perdita dei ghiacciai e di terre adatte alla coltivazione e l’incremento di fenomeni come inondazioni e uragani.

La maggior parte degli scienziati hanno dichiarato che la Terra è di fronte a una vera e propria emergenza climatica.

W. Ripple dell’ Università dell’Oregon, T. Newsome della Università di Sydney e W. Moomaw della Università Tufts hanno elaborato un  rapporto  pubblicato sulla rivista BIOSCIENCE sottoscritto da oltre 11 mila scienziati provenienti  da 153 nazioni per aiutare i politici a prendere le giuste decisioni per assicurare un futuro  alle prossime generazioni.

In questo rapporto ci sono  6 raccomandazioni per superare la crisi:

1. La prima riguarda il settore energetico. Occorre sostituire i combustibili fossili con fonti rinnovabili a basse emissioni, lasciare sotto terra le rimanenti scorte di gas e petrolio, eliminare i sussidi alle compagnie petrolifere e imporre elevate  tasse sul carbonio per dissuadere dall’ impiego degli idrocarburi.

2. La seconda raccomandazione riguarda la riduzione rapida di emissioni di metano, polveri sottili, carburi e altri inquinanti climatici. Ciò potrebbe ridurre di oltre il 50% la tendenza al riscaldamento globale nel breve periodo.

3. La terza riguarda la natura. Occorre ripristinare e proteggere le foreste, le praterie, le torbiere, le zone umide e  le mangrovie e consentire a questi ecosistemi di prelevare l’anidride carbonica atmosferica.

4.  La quarta raccomandazione riguarda il cibo. È necessario passare ad una dieta più a base di vegetali, riducendo soprattutto le carni rosse.  Il cambiamento dietetico ridurrebbe le emissioni di metano e altri gas serra e consentirebbe la coltivazione di piante per l’alimentazione umana, anziché per quella del bestiame.

5. La quinta regola riguarda l’economia. Occorre convertirsi a una economia carbon-free per riavvicinare l’umanità alla biosfera e allontanarla dall’obiettivo della crescita del prodotto interno lordo. Solo così si possono sfruttare gli ecosistemi in modo da mantenere a lungo la sostenibilità delle risorse della biosfera.

6. La sesta raccomandazione  riguarda la crescita della popolazione. Bisogna invertire la rotta perché la popolazione umana aumenta  di oltre 200.000 persone al giorno e occorre intervenire che garantendo giustizia sociale ed economica.

La seconda scuola di pensiero fa discendere i cambiamenti climatici alle grandi trasformazioni che avvengono  ciclicamente nell’ Universo come le glaciazioni.

Nel corso di milioni di anni si sono alternati periodi di grande caldo e periodi di grande freddo e attualmente la Terra sta attraversando una fase di grande caldo.

Il cambiamento climatico  non e’  quindi dovuto unicamente all’ inquinamento provocato dall’uomo, ma bensì ai grandi fenomeni di variazione dell’ Universo nei quali  l’uomo non può interferire più di tanto.

Secondo questa scuola di pensiero il riscaldamento globale antropico non è veritiero ed è supportato solo da modelli teorici.

I sostenitori di questa ipotesi ritengono che  la letteratura scientifica ha messo  in evidenza l’esistenza di una variabilità climatica naturale legata soprattutto ai grandi cicli millenari, secolari e pluridecennali dell’attività solare e della circolazione oceanica, che sono stati responsabili di altri periodi caldi degli ultimi 10.000 anni.C

Comunque la maggior parte degli studiosi ritiene che la sensibilizzazione dell’umanità verso una conversione ecologica aiuterà a  proteggere la Terra e a rallentare  il cambiamento climatico a vantaggio delle future generazioni.

Lorenzo Giampaglia

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