Fondazione Ravello. Felicori ora dopo la mozzarella e il vino è alla frutta

Fondazione Ravello. Felicori ora dopo la mozzarella e il vino è alla frutta. C’è qualcosa che non quadra nella gestione di Mauro Felicori , e non tanto per la guardia di finanza, che è venuta esclusivamente per problematiche legate alla Fondazione stessa, in seguito a più esposti, di più di una persona, dettagliati e particolareggiati. La nomina di Felicori, dopo la gestione della Reggia di Caserta,  faceva ben sperare. Ma alla fine questa scelta in questa persona voluta da De Luca Governatore della Regione Campania, non è servita a risolvere velocemente un problema di statuto, che in altri paesi occidentali avrebbero sciolto in pochi giorni, per poi mettere in rete il sistema,  è servita a far prendere in mano da Napoli il controllo centralizzato di tutto, mentre Felicori a tutto pensava fuorchè a terminare velocemente il suo compito e andarsene lasciando spazio a chi di competenza, e, persino in un’intervista a Repubblica, ha dimostrato che pensava da Presidente e non da Commissario, parlando di organizzazione del Festival di Ravello del 2020 , quando avrebbe dovuto lasciare il posto di commissario già da tempo… Ma siamo in Italia, vero?

Felicori non ha fatto quello che doveva fare. Aveva sei mesi, e se lavorava alacramente a questo scopo erano pure troppi. Di certo in Giappone o negli Stati Uniti , dove si ragiona in maniera manageriale, non davano tutto questo tempo. Ma già siamo in Italia.

Basta solo questo per fare una valutazione negativa, senza appello. Era una nomina a tempo, un tempo scaduto e prorogato, e già questo non va bene. Non c’è una vera motivazione per aver perso tutto questo tempo , così difficile fare un full time di una settimana per risolvere un problema fondamentalmente burocratico quando si hanno tutti i poteri in mano? Lo scopo del Commissariamento è proprio questo in soldoni..

Significa che il compito non è stato portato a termine e come tutte le cose italiote si va avanti di proroga in proroga, poco importa se l’eccellenza mondiale della cultura in Costa d’ Amalfi venga fatta deperire, come sta avvenendo sotto gli occhi di tutti, e solo chi è cieco o in malafede non può accorgersene.  Senza le modifiche statuarie, senza la messa in rete di Villa Rufolo con Palazzo Episcopio e l’Auditorium Oscar Niemeyer non si va avanti.

E’ chiaro che chi ricopre un certo ruolo di prestigio internazionale come questo ci tenga a mantenerlo, pur ignorando completamente il territorio e la sua storia, il Premio Danza, come ha sottolineato il sindaco di Positano Michele De Lucia, si tiene a Positano e non vicino a Ravello, la destagionalizzazione dovrebbe farci arrivare a Natale, e non a settembre / ottobre,  dove siamo strapiene già, come ha detto pubblicamente davanti alle telecamere. Insomma un obiettivo più che raggiunto, allora se era quello che voleva ottenere, visto che l’abbiamo già raggiunto, che è venuto a fare?

Di certo non viene gratis, e come ben si sa, senza voler fare i conti in tasca, ruoli apicali del genere sono strapagati, va bene così, se l’obiettivo è raggiunto, ma mi sa che passeranno ancora mesi, ancora soldi pubblici che volano via, e non cambierà niente. Dopo la mozzarella al concerto all’alba, il vino falanghina doc del Sannio , e non quello locale che, a parte il rispetto per il territorio, doveva essere presente per i risultati eccezionali ottenuti, ora siamo alla frutta..

Ma crediamo che per come stanno andando gli ultimi eventi non ci sarà nessun dolce ed il caffè sarà amaro, sopratutto per noi della Costiera che saremo stati beffati dalla politica.

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