Colpo di scena a Castellammare. L’housing sociale nell’area ex Cirio si può fare

Colpo di scena a Castellammare di Stabia ( Napoli ) . L’housing sociale nell’area ex Cirio si può fare . Un colpo di scena nella Città delle Acque, infatti dopo Sant’Agnello, gestito dell’ingegner Antonio Elefante, in una società con Donnarumma, si è fermato tutto, anche a Sorrento è tutto fermo e cosi si pensava per Castellammare.

Nessuna autotutela e conseguente decadimento, le case nell’area ex Cirio si potranno costruire. È quanto emerge dalla relazione sull’area dismessa di via Napoli redatta dal dirigente all’Urbanistica Giuseppe Terracciano dopo che il consiglio comunale di Castellammare aveva chiesto di bloccare l’iter. Come emerso dall’inchiesta Olimpo, infatti, la camorra aveva messo nele sue mire i lavori sull’ex polo industriale della Cirio. Per questo motivo, Palazzo Farnese aveva provato a revocare le concessioni ma al momento non è ancora in grado di farlo. Il dirigente Terracciano , riportano i colleghi di Stabia Channel, ha infatti spiegato che l’intero iter burocratico si è fermato al parere positivo del commissario ad acta. Dopo quest’ultimo, il Comune avrebbe dovuto imporre alla società che si starebbe occupando del progetto (la PolGre che fa capo ad Adolfo Greco) di pagare gli oneri di concessione edilizia (urbanizzazione e costruzione) pari a circa 2 milioni di euro. Ma questo obbligo di pagamento non c’è mai stato.
Al momento, quindi, se la società dovesse saldare il conto, potrebbero partire i lavori. Adesso, secondo il dirigente Terracciano, Palazzo Farnese dovrebbe dare circa un mese di tempo alla PolGre per saldare il tutto e allo stesso tempo adempiere a tutti gli obblighi previsti dal progetto. In caso contrario si potrebbe procedere con l’annullamento in autotutela.

Una relazione che di fatto ha animato la battaglia politica (soprattutto alla luce del consiglio comunale di qualche mese fa) con Tonino Scala che ha spiegato: «La conclusione cui giunge il dirigente: “si rende necessario procedere con un atto di diffida assegnando un congruo termine per l’adempimento (30 giorni), nonché contestualmente richiedere tutti gli adempimenti indicati nell’istanza di accoglimento del P.d.A”, non solo va nella direzione opposta a quella auspicata dal Consiglio, ma nei fatti riattiva la procedura e la validità del permesso a costruire, invece di prendere atto della sua decadenza.

Sindaco, lei cosa ne pensa?, quando intende discutere in Consiglio di questa vicenda e delle possibili ricadute del piano casa sul nostro territorio? Mi auguro, auspico, che trascorsi ormai più di sessanta giorni dalla nota in questione chi di dovere abbia attivato la procedura (30 giorni) prevista nell’atto ricognitivo. In mancanza, sarebbe una vicenda di una gravità inaudita. Nel frattempo le ribadisco la richiesta di trasmettere, senza ulteriore indugio, la relazione del dirigente alla Procura della Repubblica».

Il sindaco prova a calmare gli animi: «Premesso che l’intera vicenda “ex Cirio” rientra nelle attività di gestione che competono esclusivamente alla dirigenza del Settore Urbanistica, la mozione è stata presentata in consiglio comunale a fine luglio, non ci siamo mai sottratti alla discussione ed anzi l’ordine del giorno è stato pienamente condiviso. L’odg è stato prontamente inviato per competenza al dirigente del Settore che ha poi effettuato la sua ricognizione».

«Non ci siamo mai sottratti e mai lo faremo a discussioni su tematiche importanti per lo sviluppo urbanistico della città. Per quanto esposto dal dirigente del settore, non può essere applicato l’effetto decadenziale in quanto la definitiva attivazione è stata subordinata al pagamento degli oneri concessori destinati ad esplicare la sua efficacia: il citato adempimento non è stato mai richiesto. In sintesi con la citata determina commissariale, il commissario ad acta ha proceduto a ritenere meritevole di accoglimento il permesso di costruire rimandando successivamente al dirigente del Settore gli adempimenti necessari per l’espletamento dell’efficacia dello stesso. Con la mia amministrazione non mancherà mai un confronto, anche aspro, in consiglio comunale, anche su temi sui quali è da almeno un decennio che non si parla in assise» conclude Cimmin

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