CAMILLO PATURZO MUSICISTA E POETA

Sabato 9 novembre 2019 nell’ambito del progetto Geografia Nascosta di Gege Lorenzano, alle ore 16.0 nella sala comunale di Meta Mariano Lardaro parlerà di Camillo Paturzo.

La redazione cultura vuole offrire a supporto dell’incontro con Lardaro una serie di volumi che parlano di Camillo Paturzo tratte dalle biblioteca internet, da Con-fine a cose antiche.

Camillo Paturzo chi?

La domanda del titolo è la stessa che si è materializzata nella mente di Raffaele Mormile quando sente chiedere all’interno di un negozio di musica da un passante uno spartito musicale dal titolo ‘La grotta azzurra’ di Camillo Paturzo che, come gli spiega lo stesso, è compositore di origini metesi vissuto nell’Ottocento.

La voglia di approfondire la storia di questo personaggio originario del suo paese, musicista come lui, diventa irresistibile e così, cercando informazioni scopre che il legame tra Camillo Paturzo e la città di Meta nasce dal merito riconosciuto a questo grande compositore, poeta e musicista che fece respirare al paese aria di melodramma e di bel canto.

Decide quindi che è arrivato il momento di dare lustro e gloria ad questo suo importante concittadino dimenticato che ebbe l’onore di dirigere per la prima volta l’Ernani di Giuseppe Verdi a Napoli e con il quale  più volte Gaetano Donizetti si confrontò sulle sue opere.

Nasce così questo piccolo volume  che vuole essere un modesto omaggio alla personalità di Camillo Paturzo, per contribuire a divulgarne la conoscenza ed a sollecitarne la riscoperta e la conseguente rivalutazione.

Lardaro è autore del libro :

Camillo Paturzo. Un protagonista da ritrovare di Mariano Lardaro,Angela Guida

Questa libro nasce per caso in un negozio di musica dove un passante chiede uno spartito musicale, titolo “La Grotta Azzurra” autore Camillo Paturzo. Chi? “Un certo compositore di origini metesi vissuto intorno all’800” è la risposta del passante. Io, metese, musicista, sento dentro un fremito di curiosità e di orgoglio verso un personaggio sconosciuto fino a quel momento a me e a tanti altri miei concittadini. Il legame tra Camillo Paturzo e la città di Meta nasce dal merito riconosciuto a questo grande compositore, poeta e musicista dell’800 che fece respirare al nostro paese aria di melodramma e di bel canto. Non è un caso, quindi, che alcune tra le più belle voci liriche della Penisola Sorrentina del 900 siano nate nella piccola Meta. È quindi giunto il tempo di dare lustro e gloria ad un grande concittadino dimenticato che ebbe l’onore di dirigere per la prima volta l’Ernani di Giuseppe Verdi a Napoli e con il quale più volte Gaetano Donizetti si confrontò sulle sue opere.

Camillo Paturzo. Un protagonista da ritrovare

 

Il 19 marzo 1873 il treno si arrestò alla stazione di Castello a Firenze. La Zarina scese al braccio del Re Vittorio Emanuele II, seguita dalla figlia Granduchessa Marija di Russia. C‟erano anche il Granduca Vladimiro, secondogenito dello Zar, un Feld maresciallo, un Ammiraglio, il medico personale della Zarina, numerose dame di compagnia e uno stuolo di servitori in ricche livree. Il treno imperiale era quello di Napoleone III e dell‟Imperatrice Eugenia, acquistato dalla Corte di Russia per sette milioni di franchi. Sotto la pioggia, la Zarina, dopo una permanenza durata due giorni, partì da Firenze il 21 marzo.

Secondo il cerimoniale Re Vittorio Emanuele II dette il braccio all‟Imperatrice, salì con Lei sul treno dove si trattenne a conversare un quarto d‟ora, poi scese e restò ad attendere che il convoglio si  muovesse. Secondo le cronache del tempo, fu aperto il finestrino e la Zarina disse al Re: “au revoir;125 infatti, “a visitare l‟augusta ospite, nell‟aprile, giungeva a Sorrento il re d‟Italia, Vittorio Emanuele II ed il Principe Umberto, accolti con grande gioia dalla cittadinanza, e più tardi venne anche il Principe Nicola del Montenegro ed altri.”126 Intanto Sorrento si preparava all‟evento; “per la venuta dell‟Imperatrice delle Russie, il Municipio deliberava l‟allargamento del terzo Vico Tasso (sul quale aveva uno degli ingressi l‟albergo Tramontano e l‟altro era dalla via che oggi corrisponde alla Piazza della Vittoria), dandogli il nome della Sovrana ed abbelliva la città.

125 C. Focarile, Sorrento città internazionale, Napoli, S.E.N., 1982, pp.165-166. 126 M. Fasulo, La Penisola Sorrentina, Istoria, Usi e Costumi, Antichità, pag. 215. 127 Ibidem 128 C. Focarile, Sorrento città internazionale, pag. 166.

Venivano il 20 marzo di presidio a Sorrento 300 uomini del 25° Fanteria, 30 di Cavalleria e 20 Guardie di P. S. con un Ispettore ed un Delegato.”

Il 22 marzo arrivava l‟Imperatrice con la Corte e prendeva alloggio all‟Hotel Tramontano, che da tale evento assunse il titolo imperiale.128

Al suo seguito erano duecento persone, sotto il comando supremo del Feld maresciallo Barietinskij, uno dei più influenti membri del Consiglio dell‟Impero. Nella notte del 25 marzo, la banda dei Veterani di Massa Lubrense le “portava una serenata” per mare; un‟altra festa musicale era poi promossa dalla Guardia Nazionale di Sorrento, così, nel salone dell‟Albergo si cantava un Inno all‟Imperatrice con parole  e musica di Camillo Paturzo di Meta, direttore del concerto ed autore di varie canzoni napoletane. Ecco l‟Inno: L‟Eden ridente, del ciel sorriso Sorrento, simbolo del Paradiso, Or che tu onori, Nordica stella, Clemente augusta, quant‟è più bella, Per tanta gloria, per tal favore Di questo popolo, sarai l‟amore, Che il grido innalza: Lieta e felice Viva di Russia l‟Imperatrice! Sorrento, patria del gran Torquato Fior dell‟Italia, suolo incantato, Dio ti concede, l‟alta ventura, D‟aver tal‟ospite, fra le tue mura. Or sorgi altera, vantar ti puoi Della tua storia, dei fasti tuoi, Ripeti il grido: Lieta e felice, Viva di Russia l‟Imperatrice! Eccelsa donna, lieta Sorrento Non può celare il suo contento. L‟immenso gaudio esternar vuole Ma per tant‟opera non ha parole! In tua clemenza accetta intanto L‟umile omaggio di questo canto, Accogli il grido: Lieta e felice

Viva di Russia l‟Imperatrice!129

 

 

Dal libro storia di  Meta

SORRENTO

versi e musica di Camillo Palurzo

Sono versi inediti del compositore Camillo Paturzo che il molto

cortese nipote Camilla Milano, mi ha inviato da Roma. Attraverso la

lettura di tale componimento, senza conoscerne il motivo, si avverte

una dolcezza musicale e la tempra di artista di scuola donizzettiana.

Chi non desidera, chi non apprezza

del ciel di Napoli tanta dolcezza!

E ‘ di natura un bel portento.

Però Sorrento più bella è ancor.

T’ispira Napoli pensier d’amore.

Colà puoi vivere con lieto core.

Tutto t ‘incanta. Sarai contento.

Però Sorrento più bella è ancor.

Quella magnifica alma cittade

T’offre festevoli liete contrade.

Bello è il suo mare – s nave il vento.

Però Sorrento più bella è ancor.

Belle di Napoli son pur le sponde

se luna ar gentea brilla su l’onde.

Oh! Qual beato caro momento!

Però Sorrento pili bella è ancor.

JANCA PALOMMA

La poesia dialettale « !anca palomma », anche se piccola, ha un

volo pindarico. E’ completa non solo, ma ha quel finale che è tutto

una frecciata.

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Sia b eneritto chi fece lo Munno

Chi fece assaie lo sapete fare.

Fece primma la notte e pò lu iuorno.

E lu sapette crescer e e mancare.

Po nge fece lu mare tuorno tuorno.

E li vascielle pe nge navicare.

E po te fece a te, janca palomma.

E a te, te fece pe me fa incuitare!

CAMILLO PATURZO

PERZECHELLA

E’ l’eterno femminino della bellezza paesana e sorrentina che in

questa poesia viene celebrato e glorificato. Perzeche lla passa per le

strade come una bersagliera e colpisce spietata, questo è quello, col

fulgore della sua grazia.

Nun è rosa d’ogni mese

Ma è de maggio na rusella

E se chtama Perzechella

Neh, sapisseve chi è?

E’ la nenna de stu core

Nfra le b elle la chiù bella

Si guardate a Perzechella

Avarrite che vede’

Nun è sciore de muntagna

Ma è nu giglio, na viola

Che te mbazzama e ccunzola

Si t’accuoste pe addurà

E chi è sta puca d’oro

Sta nennella sfarzusella?

La vedite è Perzechella

Che Surriento fa ncantà.

CAMILLO PATURZO

 

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